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9 maggio 2018 - L’impegno di Consip per gli acquisti pubblici “verdi” parte da lontano, fin dal 2008, quando l’Italia, su impulso dell’Unione Europea, ha avviato il Piano nazionale d'azione sul GPP (Green Public Procurement). Dietro la sigla GPP c’è una definizione ben precisa della Commissione Europea secondo la quale “il GPP è l’approccio in base al quale le amministrazioni pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta delle soluzioni con il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita (produzione, utilizzo, smaltimento) del bene o servizio”.

Il Piano ha dato un forte impulso agli acquisti verdi nel nostro Paese. Consip ha contribuito sia alla sua definizione sia, nel corso degli anni, alla sua realizzazione, in particolare nell’individuare i requisiti ambientali da introdurre negli acquisti pubblici (i cosiddetti Criteri ambientali minimi – CAM). Oggi i CAM devono essere inseriti in tutte le procedure d’acquisto pubbliche riguardanti servizi/prodotti/lavori sui quali siano stati emanati appositi decreti del Ministero dell’ambiente, come previsto dal nuovo Codice degli appalti (legge 50/2016).

 

IL RUOLO DI UNA CENTRALE ACQUISTI

Come centrale acquisti nazionale Consip svolge un ruolo rilevante in questo settore. Attraverso gli strumenti di e-procurement messi a disposizione delle pubbliche amministrazioni, contribuisce a diffondere il tema della sostenibilità negli acquisti, rendendo disponibili prodotti e servizi sempre più “verdi”.

Inoltre, offre un’opportunità di mercato per le aziende che presentano un’offerta “green”. La PA, infatti, è un grande acquirente di beni e servizi e l’inserimento dei criteri ambientali negli acquisti pubblici garantisce alle imprese un mercato sufficientemente ampio da incoraggiare gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo necessari per produrre prodotti o soluzioni innovative e sostenibili.

Gli acquisti verdi rappresentano, dunque, uno dei cardini del Programma per la razionalizzazione degli acquisti i cui principali obiettivi “verdi” riguardano i seguenti settori:

  • energia: generare risparmi energetici, promuovere l'uso di fonti rinnovabili e di combustibili verdi
  • beni e servizi: rispettare gli standard sul divieto di utilizzo di sostanze pericolose per salute e ambiente
  • riciclo materiali: promuovere la racconta differenziata attraverso l’acquisto di prodotti/materiali riciclati
  • rifiuti: promuovere presso le Amministrazioni la separazione dei rifiuti e dei materiali riciclabili.

 

GLI ACQUISTI VERDI ATTRAVERSO CONSIP

Come agisce Consip? Attraverso un metodo per definire i “criteri verdi” da inserire come requisiti premianti nelle proprie iniziative di acquisto, che parte dall’analisi della normativa di settore e delle ecoetichette esistenti , passa per l’analisi del ciclo di vita del prodotto o servizio e dal confronto con il mercato e approda infine alla definizione del criterio. Un metodo che coniuga le esigenze di approvvigionamento della PA con la disponibilità del mercato ad offrire prodotti innovativi e ambientalmente sostenibili, ricercando un equilibrio che garantisca come risultato finale un’offerta innovativa e la riduzione dei costi economici, ambientali e sociali.

Nel corso degli ultimi anni il numero di iniziative di e-procurement che prevedono criteri e requisiti ambientali è aumentato progressivamente arrivando al risultato di oggi: circa il 91% delle convenzioni attive e aggiudicate, il 60% degli Accordi quadro attivi, l’85% delle iniziative sul MEPA e circa il 71% di quelle sul Sistema dinamico di acquisto della PA integrano criteri di sostenibilità.

Grazie a tali iniziative, gli acquisti “verdi” effettuati dalle PA attraverso strumenti Consip sono stati pari a 13,2 miliardi di euro negli ultimi quattro anni.

 

I RISULTATI ECONOMICI E AMBIENTALI

L’approccio basato sul “ciclo di vita” di un bene e servizio tiene in considerazione non solo i costi di produzione di un bene o servizio, ma anche i costi effettivi per la collettività. Di conseguenza, la valutazione economica di un acquisto non può basarsi solo sul prezzo o sulle caratteristiche tecniche e funzionali. Ad esempio, quando si acquista un PC, spesso si trascurano il consumo energetico o la durata di vita e questo impedisce una reale valutazione del costo dell’acquisto, perché si tratta di variabili che incidono in modo determinante sulla razionalizzazione dei costi (es. maggiore durata nel tempo = riduzione dei rifiuti prodotti = minore costo per il sistema).

Consip ha attribuito un valore economico alla propria azione “green” su beni (pc portatili, server, veicoli in noleggio o acquisto, autobus) e servizi (servizio integrato energia, multiservizio integrato energia sanità, illuminazione pubblica) oggetto di proprie iniziative. Nel 2017, elementi quali “mancata emissione di CO2”, di “maggiore efficienza”, “tonnellate equivalenti petrolio evitate” hanno prodotto un risparmio economico per la Pubblica Amministrazione di 380 milioni di euro. In termini ambientali, l’acquisto di beni e servizi “green” attraverso Consip ha consentito di risparmiare l’emissione di 1,9 milioni di tonnellate di COsul ciclo di vita.

L’approccio green si concretizza anche nella diffusione di nuovi modelli di lavoro basati sulla digitalizzazione e quindi sulla dematerializzazione delle procedure di acquisto. Nel 2017, si stima che gli oltre 650mila ordini di acquisto passati per il sistema Consip attraverso le Convenzioni e il Mercato elettronico della PA (che rendono possibile la procedura d’acquisto on line) abbiano consentito un risparmio di 50 milioni di fogli di carta, in termini di “volumi di carta non stampata” e di “eliminazione degli archivi cartacei”.

 

VERSO IL FUTURO: DAL GPP AL PROCUREMENT PUBBLICO SOSTENIBILE

L’integrazione del GPP negli acquisti delle amministrazioni pubbliche, grazie anche al contributo di Consip, sta passando a una fase matura. Tuttavia è ora necessario per Consip e la Pubblica Amministrazione italiana volgere lo sguardo verso il futuro, verso l’evoluzione di questo percorso.

Il GPP è infatti parte di un più ampio approccio al tema della sostenibilità, il cosiddetto Sustainable Public Procurement (SPP), introdotto nel 2015 dall’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente).. Secondo la Commissione Europea l’approccio al procurement pubblico sostenibile è “il tentativo delle amministrazioni di raggiungere il giusto bilanciamento tra I tre pilastri dello sviluppo sostenibileeconomico, sociale ed ambientale in tutte le fasi del processo di acquisto di beni, servizi e lavori”. L’SPP, dunque, rappresenta in tal senso la naturale evoluzione del GPP, grazie all’inclusione nelle politiche di acquisto di aspetti non solo ambientali, ma anche sociali ed economici.