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Un nuovo modo di acquistare i servizi di pulizia

Il primo Accordo quadro per i servizi di pulizia degli immobili della PA segna l’avvio di una nuova strategia di Consip per il settore, basata su tre pilastri: più ampia possibilità di scelta per le amministrazioni, nell’ambito dell’offerta Consip, fra contratti integrati oppure monoservizi; attenzione alla specificità del patrimonio immobiliare, differenziando i contratti in base alla destinazione (uffici, caserme, sanità, ecc.) e alla dimensione degli immobili; aumento della partecipazione delle piccole e medie imprese, grazie alla suddivisione in lotti di piccole dimensioni e a requisiti di capacità-economico finanziaria tali da aprire il mercato anche agli operatori più piccoli.

L’Accordo quadro è suddiviso in 31 lotti geografici, di cui 5 dedicati alle amministrazioni con immobili di dimensione maggiore di 5mila mq (“grandi immobili”) e 26 dedicati alle amministrazioni con immobili con dimensione inferiore a 5mila mq (“piccoli immobili”). L’esecutore di ciascun appalto specifico verrà individuato – tra quelli risultati vincitori in ogni lotto – attraverso un “configuratore” che consente a ogni amministrazione, inserendo il proprio fabbisogno, di individuare l’offerta economicamente più vantaggiosa.

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Il “pay-per-use” nelle gare della Sanità

Per favorire il rinnovo del parco apparecchiature di diagnostica delle strutture sanitarie pubbliche e incentivare la dismissione delle macchine obsolete, Consip ha attivato, nel primo bimestre 2019, iniziative che prevedono forme di approvvigionamento innovative come il “noleggio operativo” e il “pay-per-use”. 

Quest’ultima modalità, applicata ai tomografi computerizzati e tomografi a risonanza magnetica, consente alle PA di dotarsi di apparecchiature ad alta tecnologia, senza vincolarsi all’acquisto, attraverso il pagamento di un canone fisso e di un canone legato al numero di esami effettuati. 
Molteplici i benefici per la PA tra cui: la garanzia di un prodotto sempre in linea con i più recenti standard qualitativi e senza ulteriori costi di manutenzione/aggiornamento tecnologico, la flessibilità di scegliere la durata del contratto e la fascia di produttività in funzione del reale fabbisogno di numero di esami mensili, la massimizzazione e l’efficienza nell’utilizzo “reale” delle apparecchiature.

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Una "nuova via" per l'illuminazione pubblica

L’Accordo Quadro per la gestione e l’efficientamento energetico degli impianti di illuminazione pubblica degli enti locali, recentemente bandito da Consip, interessa circa 2,5 milioni di punti luce in tutta Italia.  L’iniziativa presenta molti elementi innovativi rispetto alla convenzione “Servizio Luce” con la quale Consip affronta da anni la spesa della PA in questo settore. Tra questi, l’affidamento basato sul Partenariato Pubblico Privato (PPP), che consente alla PA di effettuare gli interventi per la riqualificazione degli impianti di illuminazione senza incidere negativamente sul proprio bilancio. 

L’obiettivo principale dell‘iniziativa è ottenere un risparmio del 50% sui consumi elettrici e quindi l’abbattimento della spesa corrente della PA.  Inoltre, i contratti attuativi dell’AQ – della durata di nove anni – si configurano come “concessioni di servizi”, in cui il trasferimento del rischio al concessionario è definito con regole e clausole stringenti. La gara ha un valore di circa 2 miliardi di euro ed è suddivisa in 30 lotti geografici. 

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